Aiuto!!!!!!! La banca mi ha chiesto il Budget, e ora che faccio?

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Aiuto!!!!!!! La banca mi ha chiesto il Budget, e ora che faccio?

Caspita, ma perché la banca mi ha chiesto il Budget? Di solito mi chiedeva un bilancino periodico! No, non è cambiato il Direttore della banca, ma è solo un modo con cui le banche cercano di comprendere l’operatività dell’impresa che in quel momento stanno valutando per erogare il denaro nelle diverse forme tecniche oppure per rinnovare le linee di credito già erogate. Il budget è lo strumento più conosciuto e purtroppo scarsamente adottato per il  controllo di gestione nelle piccole e medie imprese.

Nella gestione dell’azienda si adottano continuamente strategie, semplici  o complesse che siano, l’imprenditore deve sempre trovarsi nella condizione di poter valutare gli obiettivi e definire i processi e i mezzi che si vogliono impiegare.  Per esempio, la richiesta di un prestito, per compensare la temporanea mancanza di liquidità, o la produzione di un nuovo prodotto,  non possono essere lasciati al caso, ma devono essere analizzati e pianificati. Ecco perché le banche vogliono che l’impresa predisponga un documento in cui formalizzi i propri obiettivi e la necessaria strategia per raggiungerli.

Non vuoi fare il budget? Pazienza, le banche non ti daranno i soldi!

La redazione del budget, coinvolge sia aspetti interni, come per esempio i mezzi e gli strumenti utili, la gestione, le risorse umane e i risultati dei precedenti esercizi; sia fattori esterni all’azienda, come per esempio, la necessità di soddisfare nuovi bisogni, la presenza di nuovi mercati e i fattori che determinano le variazioni settoriali. Il budget viene definito nel controllo di gestione per brevi periodi, riuscendo così a proiettare una coerente visione dell’immediato futuro, determinata da risultati in linea con le aspettative.

Per meglio garantire una precisa previsione, il budget viene redatto per periodi non superiori ai 12 mesi, anche se in particolari circostanze, è possibile redigere il budget per periodi inferiori: mensili, trimestrali, semestrali. Lo strumento di controllo di gestione, implica l’integrazione dei dati derivanti dalla contabilità analitica, per poter ottenere le necessarie informazioni sui processi produttivi e le combinazioni derivanti.  Il budget quindi si compila, rielaborando i risultati ottenuti dal precedente esercizio, e applicando le varianti esistenti per raggiungere l’obiettivo prefissato. Le attività di controllo di gestione, non sono limitate alla pianificazione e programmazione; è necessario monitorare costantemente lo svolgimento delle attività di budget, verificandone i risultati ottenuti ed eventualmente intervenire per rispettare e raggiungere l’obiettivo finale.

A tale scopo, a ciascun centro di responsabilità coinvolto nella programmazione, verranno assegnati precisi compiti ed obiettivi, permettendo di misurare l’efficienza aziendale e contribuendo a realizzare una maggiore motivazione e produttività. Nell’attività di controllo di gestione, sarà spesso utile e fondamentale, predisporre  il budget. Gli incaricati al controllo di gestione possono avvalersi di molteplici strutture di budget, definite per ciascuna area aziendale. L’insieme di tutti i budget, consentono di redigere il bilancio preventivo. I budget frequentemente utilizzati dal controllo di gestione sono:

  • budget operativo: composto dalle attività commerciali e produttive, tipiche della gestione caratteristica.
  • budget degli investimenti: definizione di risorse economiche-monetarie, immateriali, materiali e risorse umane coinvolte nella programmazione strategica.
  • budget finanziario: insieme delle attività di ricerca e analisi di fonti e impieghi per verificare l’impatto finanziario delle decisioni strategiche.

Nella pianificazione e programmazione del budget, è fondamentale, così come avviene in fase di bilancio, applicare il principio di prudenza nel quantificare le voci/costi attivi e passivi. Secondo tale principio, l’attività di previsione deve comprendere solo i costi attivi realmente realizzati ed includere i costi passivi che non sono definitivamente realizzati.

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