Calcolare il margine di contribuzione per il controllo di gestione.

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Calcolare il margine di contribuzione per il controllo di gestione.

Per il controllo di gestione un indicatore di grandissima importanza è il margine di contribuzione. Per calcolarlo è necessario togliere dai ricavi tutti i costi variabili. I costi variabili come si è già scritto sono quei costi che variano a seconda  della quantità di produzione.

Questo significa che se la produzione è nulla i costi variabili saranno pari a zero. Più aumenta la produzione e più aumentano i costi variabili in modo proporzionale. Ad esempio, un costo variabile tipico, è la materia prima necessaria per produrre un determinato bene, oppure il costo del prodotto da acquistare per essere commercializzato, oppure ancora il costo da sostenere per affidare all’esterno alcune fasi della produzione, oppure il costo della provvigione all’agente etc.

Il margine di contribuzione ci evidenzia quella parte di ricavi che residuano per coprire gli altri costi aziendali, o comunque non i costi variabili. In parole povere il margine di contribuzione serve per coprire i costi fissi. La lettura di questo margine può avvenire sia guardando i ricavi e i costi che guardando il singolo prodotto. In quest’ultimo caso parleremo di margine di contribuzione unitario e di solito si calcola facendo la differenza tra il prezzo di vendita del singolo prodotto e i suoi costi variabili.

Per fare un semplicissimo esempio, supponiamo che il prezzo di vendita  di un prodotto sia di 1000. E supponiamo che il costo variabile unitario di questo prodotto sia di 400 euro. Il margine di contribuzione unitario sarà pari a 600 euro, che servirà per coprire i costi fissi.

 

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