Ci guadagno o ci perdo? I diversi modi per intendere l’equilibrio in azienda.

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Ci guadagno o ci perdo? I diversi modi per intendere l’equilibrio in azienda.

La tua impresa è in equilibrio?

Il concetto dell’equilibrio in azienda potrebbe sembrare un esercizio inutile che non merita neanche di essere approfondito, poichè è molto più diffuso il concetto del “ci guadagno o ci perdo“. Mi voglio soffermare sul concetto di equilibrio e dei diversi modi per intenderlo, semplicemente perchè l’impresa è uno strumento che attraverso i suoi numeri comunica all’esterno delle informazioni. Tali informazioni vengono elaborate e sempre all’esterno si formulano dei giudizi o apprezzamenti sulle scelte gestionali intraprese e sulla redditività.

Cosa significa per un impresa stare in equilibrio? A pensarci bene, già parlare di equilibrio presuppone una situazione di partenza di precarietà, e quindi sembrerebbe che tendere all’equilibrio è un modo per portare l’impresa da una situazione di precarietà ad una situazione di stabilità.

In effetti, è vero, e con delle varianti, possiamo intendere l’equilibrio in azienda  in questo modo, che è molto pratico e a me piace molto. Ritornando all’approfondimento, nell’impresa, il concetto di equilibrio aziendale fa rifermento alle attività di gestione. In azienda, infatti, è assolutamente importante controllare se ci guadagniamo o se ci perdiamo, ma non basta, poichè quando parliamo di equilibrio in azienda, di solito vengono individuati tre diversi livelli di equilibrio. Possiamo suddividere questo concetto in 3 diversi punti:

  • Equilibrio economico

  • Equilibrio finanziario

  • Equilibrio patrimoniale

Secondo questa visione, l’impresa, per durare nel tempo e non ritrovarsi in situazioni di difficoltà, deve tendere a raggiungere un proprio equilibrio sulle tre aree principali di tutta l’attività di gestione. Facciamo un semplice esempio, che potrebbe sembrare stupido, ma che raccoglie tutto quello che ogni giorno avviene in azienda:

Voglio finanziare la mia nuova pressa che durerà circa 10 anni, o con il capitale proprio oppure con una linea di credito di pari durata, o comunque non con un finanziamento a breve. Voglio agire sui costi di produzione e sui prezzi di vendita in modo tale che il mio reddito sia almeno pari al 10% del fatturato. Voglio negoziare condizioni di pagamento in modo tale che gli incassi precedano le uscite per il pagamento dei fornitori.

In questo esempio sono stati riepilogati i tre equilibri in azienda, che di seguito verranno meglio analizzati. L’ equilibrio economico, fa riferimento ai ricavi e ai costi d’esercizio (nel breve termine), quindi per agire sull’equilibrio economico nell’impresa, è necessario effettuare una attenta analisi dei costi di produzione e determinare dei prezzi di vendita che siano tali da coprire sia i costi variabili e fissi e lasciare all’impresa una congrua percentuale di redditività. Il parametro più importante per misurare l’equilibrio economico è il REDDITO OPERATIVO. L’equilibrio finanziario gestisce il flusso delle entrare e delle uscite (incasso dei crediti, pagamento dei debiti, in un determinato periodo. Di solito le attività gestionali connesse a questa area sono:

  • La gestione della liquidità (coordinamento di entrate ed uscite monetarie)
  • La gestione della tesoreria (verifica dei flussi finanziari al fine di ottimizzare linee di credito e disponibilità)

Si dice che un’impresa è in equilibrio finanziario quando riesce con la propria gestione della liquidità e della tesoreria a mantenere l’equilibrio tra entrate ed uscite monetarie. In questa area rientrano le valutazioni del fabbisogno finanziario da discutere con le banche.

Attenzione, molto spesso le imprese per rincorrere la logica del fatturato a tutti i costi, non valutano attentamente che se il fattutrato cresce l’azienda ha bisogno di nuove risorse finanziarie, quindi è sempre meglio valutare se con le linee di credito esistenti possiamo sostenere la crescita dei ricavi, poichè, in caso contrario, l’impresa verrà trascinata in una spirale di difficoltà da cui per uscirne rischia addirittura la sua continuità.

Lequilibrio patrimoniale prevede che l’impresa finanzi in modo corretto i propri investimenti in attrezzature e in generale in beni che hanno una durata lunga nel tempo.

Se devo acquistare un nuovo macchinario e voglio fallire, è sufficiente che lo finanzi con una linea di credito a breve, ad esempio la cassa o il portafoglio oppure sfidando la pazienza dei miei fornitori!!!

Teniamo presente che secondo una logica del mondo degli affari, per finanziare le attività immobilizzate nell’impresa, due sono le fonti di finanziamento principali: Il capitale proprio e cioè l’imprenditore ci mette i soldi Una linea di credito a medio lungo termine (3/5/10 anni) Ricapitolando, potremmo riassumere le caratteristiche dell’equilibrio in azienda in questo modo:

  • Equilibrio Finanziario: Gestione della cassa e della tesoreria.
  • Equilibrio Economico: Gestione dei costi di produzione e dei prezzi di vendita.
  • Equilibrio Patrimoniale: Gestione degli investimenti in beni durevoli e loro finanziamento.

Per concludere, ora siamo pronti per ricercare con la gestione aziendale, tutti gli equilibri sopra evidenziati. Ogni singola area, necessita di scelte operative il cui unico scopo è quello di favorire il corretto equilibrio.

2 Commenti

  1. trasporti ha detto:

    Sono molto felice di aver trovato questo sito. Voglio ringraziarvi per il tempo che spendete, è una lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho gia’ salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

  2. Giorgetti ha detto:

    ho apprezzato moltissimo le vostre analisi e dovendo prendere la direzione generale di un’azienda all’estero, sto fagocitando tutte le vostre analisi per rimettere in moto i miei meccanismi di analisi, un pochino arrugginiti

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